Liberalizzazioni: “Più che ‘ottime e abbondanti’, pericolose e insufficienti per le ferrovie”

“Più che ‘ottime e abbondanti’, le norme sulla liberalizzazione del settore ferroviario contenute nel decreto legge licenziato dal Governo ci sembrano pericolose e insufficienti”.

Così il segretario nazionale Ugl Trasporti, Fabio Milloch, e il segretario nazionale Ugl Trasporti-Attività ferroviarie, Umberto Nespoli, commentano le dichiarazioni rilasciate dall’ad di Ferrovie dello Stato Italiane, Mauro Moretti, spiegando che “come sindacato, siamo da sempre favorevoli alla libertà di accesso alla rete di tutti gli operatori, al fine di garantire un servizio di qualità agli utenti e assicurare che le nostre imprese siano in grado di competere a livello internazionale, salvaguardando i posti di lavoro in Italia. Ma la competizione deve basarsi su progetti industriali, non sul dumping contrattuale”.

“In questa ottica, riteniamo che una vera liberalizzazione del settore – spiegano i sindacalisti – non possa essere raggiunta senza un percorso di confronto e di condivisione con le parti sociali, né tantomeno con l’esenzione dall’obbligo di applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro per le imprese operanti nel comparto ferroviario, che invece apre a pericolosi scenari d’incertezza perché priva le lavoratrici e i lavoratori delle importanti garanzie date da un riferimento normativo comune, soprattutto in materie sensibili come la sicurezza del lavoro e dei servizi. Inoltre, si allontana la possibilità di realizzare il Contratto unico della Mobilità, sostenuto da una trattativa pluriennale e con scioperi nazionali di tutte le categorie dei Trasporti”.

“Ci auguriamo che, in sede di conversione del decreto – aggiungono -, le nostre osservazioni e le istanze dei lavoratori del settore siano tenute nella giusta considerazione”.

Liberalizzazioni: “Senza applicazione ccnl nelle ferrovie rischio confusione e stop contratto Mobilità”

“Siamo sconcertati dalla possibilità che le aziende operanti nel comparto ferroviario siano esentate dall’applicazione del contratto collettivo di settore, come emerso dalla bozza sul dl liberalizzazioni che sta circolando in questi giorni”.

Lo dichiarano in una nota congiunta il segretario nazionale dell’Ugl Trasporti, Fabio Milloch, e il segretario nazionale Ugl Trasporti-Attività ferroviarie, Umberto Nespoli, evidenziando come “sono più di quattro anni che ci stiamo confrontando con le aziende operanti nel settore e con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per raggiungere l’importante obiettivo del Contratto unico della Mobilità, un progetto innovativo che vuole introdurre una regolamentazione omogenea ed efficace nel trasporto su ferro e su gomma a tutela non solo delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto, ma anche degli utenti e dello sviluppo infrastrutturale”.

“Ora, se le indiscrezioni fossero vere – proseguono – , non solo tutto il lavoro fatto sarebbe vanificato, ma si verrebbe a creare una pericolosa lacuna normativa e verrebbero meno importanti principi, soprattutto in materia di tutela del lavoro e di sicurezza nel trasporto degli utenti”.

“Ci auguriamo che il Governo rifletta sulle pesanti conseguenze che si avrebbero, non solo nel comparto ferroviario ma in tutto il settore dei trasporti, se questo provvedimento venisse confermato – concludono i sindacalisti – ed eviti di peggiorare una situazione già difficile dal punto di vista economico ed occupazionale”.

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